Particolare orgoglio della Valle dell’Irno soprattutto nel Settecento è la presenza di un artigianato di alto livello nel campo della pittura, della scultura in legno, della decorazione e della pietra. Si tratta di attività che a ragione possono essere inserite in un importante capitolo di vera e propria storia dell’arte e che solo da poco hanno cominciato a essere messe in luce da alcuni studi.
Mi riferisco in primo luogo alla vicenda artistica di Michele Ricciardi che dal 1694 (anno del suo primo lavoro datato e firmato, il San Nicola in trono per la parrocchiale di San Nicola in Giovi) al 1753 (anno della sua morte) conduce, con la sua bottega, un’attività lunga ed operosa nel casale di Penta e diviene protagonista richiesto e apprezzato nella realizzazione di dipinti, affreschi, decorazioni per i soffitti delle chiese, nell’intera Valle dell’Irno e oltre, dall’Avellinese al Salernitano. Soprattutto i francescani apprezzano l’opera del maestro, come testimoniano la chiesa del convento di Sant’Antonio in Mercato San Severino e il convento della Trinità in Baronissi, ma si può dire che non v’è casale della Valle dell’Irno che non abbia inteso avvalersi dell’arte dell’illustre conterraneo (Mancini 2003).
Ma non siamo di fronte a un caso isolato. Anche la scultura religiosa è degnamente rappresentata. Nicola Fumo da Saragnano, vissuto dal 1647 al 1725, discepolo del Fanzaga, e creatore di statue lignee di raffinata fattura, caratterizzate da una delicata policromia e dal panneggio ampio e fluttuante, fu apprezzato nel suo secolo in un’area estremamente vasta. Egli, infatti fu chiamato ad operare ben al di là del territorio di origine, che pure conserva opere pregevoli, prima fra tutte l’Addolorata nella Chiesa del Convento francescano di Baronissi. Fu presente in Campania, da Avellino (sua la statua dell’Assunta, protettrice della città) a Napoli, in Puglia e soprattutto in Spagna nella chiesa di San Ginés a Madrid, nella chiesa Castrense a Cadice e nella chiesa Madre di Murcia. Un artista centrale nella cultura barocca (Pasculli Ferrara 1998) che è stato recentemente rivalutato con una interessante mostra a Lecce e un convegno scientifico a Valladolid.
Da Vera Arabino, Caterina La Bella, Diego Landi, Antichi mestieri nella Valle dell'Irno, Salerno 2010, pp. 77
27 luglio 2010
24 gennaio 2009
Giornata della memoria
Oggi, 24 gennaio, il liceo "Virgilio" di Mercato san Severino ha ricordato. Rievocazioni, letture, canti di speranza, riflessioni e immagini sui diritti ancora oggi negati. Partecipazione attiva e consapevole degli studenti, protagonisti dell'iniziativa.
"La prima pattuglia russa giunse in vista del campo verso il mezzogiorno del 27 gennaio 1945. Fummo Charles ed io i primi a scorgerla: stavamo trasportando alla fossa comune il corpo di Sòmogyi, il primo dei morti fra i nostri compagni di camera. Rovesciammo la barella sulla neve corrotta, ché la fossa era ormai piena, ed altra sepoltura non si dava: Charles si tolse il berretto, a salutare i vivi e i morti.
Erano quattro giovani soldati a cavallo, che procedevano guardinghi, coi mitragliatori imbracciati, lungo la strada che limitava il campo. Quando giunsero ai reticolati, sostarono a guardare, scambiandosi parole brevi e timide, e volgendo sguardi legati da uno strano imbarazzo sui cadaveri scomposti, sulle baracche sconquassate, e su noi pochi vivi.
A noi parevano mirabilmente corporei e reali, sospesi (la strada era più alta del campo) sui loro enormi cavalli, fra il grigio della neve e il grigio del cielo, immobili sotto le folate di vento umido minaccioso di disgelo.
Ci pareva, e così era, che il nulla pieno di morte in cui da dieci giorni ci aggiravamo come astri spenti avesse trovato un suo centro solido, un nucleo di condensazione: quattro uomini armati, ma non armati contro di noi; quattro messaggeri di pace, dai visi rozzi e puerili sotto i pesanti caschi di pelo.
Non salutavano, non sorridevano; apparivano oppressi, oltre che da pietà, da un confuso ritegno, che sigillava le loro bocche, e avvinceva i loro occhi allo scenario funereo. Era la stessa vergogna a noi ben nota, quella che ci sommergeva dopo le selezioni, ed ogni volta che ci toccava assistere o sottostare a un oltraggio: la vergogna che i tedeschi non conobbero, quella che il giusto prova davanti alla colpa commessa da altrui, e gli rimorde che sia stata introdotta irrevocabilmente nel mondo delle cose che esistono, e che la sua volontà buona sia stata nulla o scarsa, e non abbia valso a difesa.
Così per noi anche l'ora della libertà suonò grave e chiusa, e ci riempì gli animi, ad un tempo, di gioia e di un doloroso senso di pudore, per cui avremmo voluto lavare le nostre coscienze e le nostre memorie della bruttura che vi giaceva: e di pena, perché sentivamo che questo non poteva avvenire, che nulla mai più sarebbe potuto avvenire di così buono e puro da cancellare il nostro passato, e che i segni dell'offesa sarebbero rimasti in noi per sempre, e nei ricordi di chi vi ha assistito, e nei luoghi ove avvenne, e nei racconti che ne avremmo fatti. Poiché, ed è questo il tremendo privilegio della nostra generazione e del mio popolo, nessuno mai ha potuto meglio di noi cogliere la natura insanabile dell'offesa, che dilaga come un contagio. È stolto pensare che la giustizia umana la estingua. Essa è una inesauribile fonte di male: spezza il corpo e l'anima dei sommersi, li spegne e li rende abietti; risale come infamia sugli oppressori, si perpetua come odio nei superstiti, e pullula in mille modi, contro la stessa volontà di tutti, come sete di vendetta, come cedimento morale, come negazione, come stanchezza, come rinuncia.
Queste cose, allora mal distinte, e avvertite dai più solo come una improvvisa ondata di fatica mortale, accompagnarono per noi la gioia della liberazione. Perciò pochi fra noi corsero incontro ai salvatori, pochi caddero in preghiera. Charles ed io sostammo in piedi presso la buca ricolma di membra livide, mentre altri abbattevano il reticolato; poi rientrammo con la barella vuota, a portare la notizia ai compagni."
Primo Levi, La tregua.
04 dicembre 2008
Palazzo Barra: sospesi i lavori
I lavori per il recupero di palazzo Barra a Lancusi sono attualmente sospesi. L'Università, alla quale il bene è stato concesso in comodato dal Comune per la realizzazione di residenze e di una struttura aperta alla cittadinanza, ha verificato che i lavori di consolidamento eseguiti precedentemente dalla Provincia non erano sufficienti e ha utilizzato parte del finanziamento per completarli. Di conseguenza, la somma rimasta a disposizione non è più sufficiente per il recupero, per cui, intonacato l'esterno, si è deciso di rimandare l'intervento a tempi migliori e a ulteriori finanziamenti.
E' quanto si è appreso all'ultimo Consiglio comunale dalla risposta del Sindaco a una mia interrogazione sull'argomento.
Se i tempi di completamento di un'opera pubblica sono in Italia più lunghi della media europea sembra che i record siano raggiunti tutti dalle nostre parti (aggiornamenti su eddyburg.it, il sito dell'urbanista Edoardo Salzano).
30 novembre 2008
Ikea. Sì alle due nuove strade, ma occorre una revisione complessiva del progetto.
Il Consiglio comunale di Fisciano ha approvato all'unanimità il piano per la viabilità alternativa predisposto alla Provincia di Salerno in seguito all'insediamento dell'Ikea. Il Consiglio ha fatto propria la posizione della Commissione urbanistica che, esprimendo parere favorevole alla due nuove strade che interesseranno il territorio comunale, ha però evidenziato alcune criticità nel progetto, in particolare il forte intasamento che andrà a verificarsi sulla strada provinciale a ridosso dell'uscita autostradale da Salerno - entrata per Avellino, chiedendo a tal proposito uno studio sui flussi di traffico.Abbiamo, come gruppo consiliare "L'Aquilone", particolarmente insistito su questo punto: infatti proprio sul tratto in questione non è previsto alcun intervento, mentre su di esso andranno a confluire diverse direttrici di traffico, e precisamente:
>autostrada da Salerno verso Ikea,
>Ikea verso autostrada per Avellino,
>Lancusi, Penta, Gaiano e Orignano verso autostrada per Salerno,
>Baronissi verso autostrada.
I cittadini di Orignano, con assemblee e sottoscrizioni, hanno espresso un analogo timore, tant'è che l'Amministrazione comunale di Baronissi ha deciso di prendersi ancora del tempo in attesa di una migliore definizione dell'intera questione. Intanto i lavori per il complesso commerciale procedono spediti.
Mentre, con doverosa coerenza, ribadiamo la nostra posizione espressa già nell'ottobre del 2006 sull'intera questione (come si può leggere cliccando su questo link), ci poniamo una domanda: perché la politica è così lenta a decidere? Eppure il Presidente della Provincia, i due sindaci interessati, i due consiglieri provinciali del territorio appartengono allo stesso partito. O è proprio questo dato di fatto il fattore frenante? nel senso che lotte interne e antiche rivalità, acuite dall'approssimarsi delle elezioni per il rinnovo della rappresentanza provinciale, fanno perdere di vista la ricerca della soluzione migliore, migliore per tutti, e non solo per le personali ambizioni di qualcuno?
29 novembre 2008
voto di preferenza
Il gruppo consiliare "L'Aquilone" ha proposto e il Consiglio comunale di Fisciano ha approvato, nella seduta di ieri 28 novembre, una mozione al Governo e al Parlamento per conservare il voto di preferenza alle elezioni europee e per introdurlo di nuovo alle elezioni politiche.
Il sistema di voto con liste bloccate consegna ai vertici dei partiti il potere di nominare la classe dirigente e mortifica il diritto dei cittadini alla scelta diretta dei propri rappresentanti.
La stessa mozione chiede anche di evitare soglie di sbarramento, che servono solo a favorire un meccanismo artificiale di bipartitismo.
27 settembre 2007
Eidola, un libro di Angelina Sessa, presentato a Fisciano
Sabato 29 settembre alle ore 17, nell'aula consiliare "Gaetano Sessa" del comune di Fisciano, verrà presentato il libro di Angelina Sessa Eidola, pubblicato dalla casa editrice Il Filo.
Dopo i saluti del Sindaco, avv. Tommaso Amabile, e dell'Assessore alla Cultura, Sig. Rocco Iannone, i contenuti e il valore della raccolta poetica saranno illustrati dall'avv. Michele Sessa e da chi scrive. L'intervento conclusivo è affidato all'autrice.
Presenzierà alla manifestazione il vice presidente della Provincia, dott. Gianni Iuliano.
24 febbraio 2007
Amabile aumenta le tasse ai cittadini di Fisciano
Resoconto n. 1
Sono stato facile profeta, nella chiusa del mio precedente post. L’addizionale comunale irpef, la tassa che mette le mani nelle tasche dei cittadini nella maniera più subdola, giacché il prelievo viene fatto automaticamente sulla busta paga, è stata aumentata a Fisciano del cinquanta per cento. Nel 2007 pagheremo tutti una volta e mezzo quanto abbiamo pagato l’anno precedente. Non più lo 0,4% ma lo 0,6%. E’ quanto ha deciso, con risibili argomentazioni, la maggioranza del sindaco Amabile, al consiglio comunale di giovedì scorso.
Ho presentato, nel corso della seduta, un emendamento per mantenere invariata l’aliquota irpef precedente. Bocciato.
Ho presentato un secondo emendamento per stabilire soglie di esenzione, così come prevede la legge e lo stesso regolamento comunale, a favore delle fasce deboli della popolazione, pensionati al minimo ultrasessantenni al di sotto di 10.750,00 euro e famiglie monoreddito con almeno due figli al di sotto di 4.250 euro pro capite. Il consigliere Gaetano Barra ha proposto l’esenzione anche per i giovani al di sotto di una certa soglia di reddito. Proposte anche queste bocciate da chi in maniera solo strumentale parla di difesa delle famiglie e dei cittadini disagiati.
Si è passati poi all’ICI, già elevata alle massime aliquote (6 e 7 per mille) dall’anno scorso. Anche qui hanno detto no a due miei emendamenti volti a ridurre al 5 l’ICI per la prima casa e al 6 quella per le case date in affitto con contratti regolarmente registrati (come era previsto alcuni anni fa, quando le casse comunali, prima dell’avvento di questi politici, erano ancora floride grazie ad un’oculata lotta all’evasione).
Solo un aumento delle detrazioni ICI per alcune categorie è stato approvato all’unanimità, su proposta, questa volta, del capogruppo di maggioranza. Abbiamo votato a favore dell’emendamento di maggioranza perché identico nella sostanza a un altro dei nostri: Curiosa però questa storia degli emendamenti di maggioranza. Ancora più curioso però è il fatto che nei giorni precedenti se ne era discusso nella commissione consiliare bilancio, alla quale partecipavo come rappresentante dell’Aquilone, e nessuna delle nostre proposte, compresa quest’ultima, era stata accettata dalla maggioranza, con argomentazioni che, per pudore politico e carità di patria, preferisco non riferire. Se la nostra azione è servita a creare un ripensamento, sia pure dell’ultima ora, nella maggioranza, se è servita a ottenere un risultato, per quanto marginale e irrisorio, per la popolazione, questo per noi è solo un monito a fare sempre meglio.
E’ un po’ triste dover concludere che non bastava l’aumento del 53% della tariffa per i rifiuti, deliberata qualche mese fa per ripianare le perdite della Fisciano Sviluppo, ma occorreva, secondo i nostri sapienti amministratori, intervenire in maniera più massiccia per far quadrare un bilancio che evidentemente non riescono più a controllare per gli sprechi e l’improvvisazione gestionale.
Sono stato facile profeta, nella chiusa del mio precedente post. L’addizionale comunale irpef, la tassa che mette le mani nelle tasche dei cittadini nella maniera più subdola, giacché il prelievo viene fatto automaticamente sulla busta paga, è stata aumentata a Fisciano del cinquanta per cento. Nel 2007 pagheremo tutti una volta e mezzo quanto abbiamo pagato l’anno precedente. Non più lo 0,4% ma lo 0,6%. E’ quanto ha deciso, con risibili argomentazioni, la maggioranza del sindaco Amabile, al consiglio comunale di giovedì scorso.
Ho presentato, nel corso della seduta, un emendamento per mantenere invariata l’aliquota irpef precedente. Bocciato.
Ho presentato un secondo emendamento per stabilire soglie di esenzione, così come prevede la legge e lo stesso regolamento comunale, a favore delle fasce deboli della popolazione, pensionati al minimo ultrasessantenni al di sotto di 10.750,00 euro e famiglie monoreddito con almeno due figli al di sotto di 4.250 euro pro capite. Il consigliere Gaetano Barra ha proposto l’esenzione anche per i giovani al di sotto di una certa soglia di reddito. Proposte anche queste bocciate da chi in maniera solo strumentale parla di difesa delle famiglie e dei cittadini disagiati.
Si è passati poi all’ICI, già elevata alle massime aliquote (6 e 7 per mille) dall’anno scorso. Anche qui hanno detto no a due miei emendamenti volti a ridurre al 5 l’ICI per la prima casa e al 6 quella per le case date in affitto con contratti regolarmente registrati (come era previsto alcuni anni fa, quando le casse comunali, prima dell’avvento di questi politici, erano ancora floride grazie ad un’oculata lotta all’evasione).
Solo un aumento delle detrazioni ICI per alcune categorie è stato approvato all’unanimità, su proposta, questa volta, del capogruppo di maggioranza. Abbiamo votato a favore dell’emendamento di maggioranza perché identico nella sostanza a un altro dei nostri: Curiosa però questa storia degli emendamenti di maggioranza. Ancora più curioso però è il fatto che nei giorni precedenti se ne era discusso nella commissione consiliare bilancio, alla quale partecipavo come rappresentante dell’Aquilone, e nessuna delle nostre proposte, compresa quest’ultima, era stata accettata dalla maggioranza, con argomentazioni che, per pudore politico e carità di patria, preferisco non riferire. Se la nostra azione è servita a creare un ripensamento, sia pure dell’ultima ora, nella maggioranza, se è servita a ottenere un risultato, per quanto marginale e irrisorio, per la popolazione, questo per noi è solo un monito a fare sempre meglio.
E’ un po’ triste dover concludere che non bastava l’aumento del 53% della tariffa per i rifiuti, deliberata qualche mese fa per ripianare le perdite della Fisciano Sviluppo, ma occorreva, secondo i nostri sapienti amministratori, intervenire in maniera più massiccia per far quadrare un bilancio che evidentemente non riescono più a controllare per gli sprechi e l’improvvisazione gestionale.
29 gennaio 2007
Qualcuno lo diceva venticinque anni fa
"I partiti non fanno più politica. I partiti hanno degenerato e questa è l'origine dei malanni d'Italia. La loro stessa struttura organizzativa si è ormai conformata su questo modello, e non sono più organizzatori del popolo, formazioni che ne promuovono la maturazione civile e l'iniziativa: sono piuttosto federazioni di correnti, di camarille, ciascuna con un "boss" e dei "sotto-boss". La carta geopolitica dei partiti è fatta di nomi e di luoghi." Per esempio, oggi c'è il pericolo che il maggior quotidiano italiano, il Corriere della Sera, cada in mano di questo o quel partito o di una sua corrente, ma noi impediremo che un grande organo di stampa come il Corriere faccia una così brutta fine. Insomma, tutto è già lottizzato e spartito o si vorrebbe lottizzare e spartire. E il risultato è drammatico. Tutte le "operazioni" che le diverse istituzioni e i loro attuali dirigenti sono chiamati a compiere vengono viste prevalentemente in funzione dell'interesse del partito o della corrente o del clan cui si deve la carica. Noi vogliamo che i partiti cessino di occupare lo Stato. I partiti debbono, come dice la nostra Costituzione, concorrere alla formazione della volontà politica della nazione; e ciò possono farlo non occupando pezzi sempre più larghi di Stato, sempre più numerosi centri di potere in ogni campo, ma interpretando le grandi correnti di opinione, organizzando le aspirazioni del popolo, controllando democraticamente l'operato delle istituzioni. Ecco la prima ragione della nostra diversità. Noi pensiamo che il privilegio vada combattuto e distrutto ovunque si annidi, che i poveri e gli emarginati, gli svantaggiati, vadano difesi, e gli vada data voce e possibilità concreta di contare nelle decisioni e di cambiare le proprie condizioni, che certi bisogni sociali e umani oggi ignorati vadano soddisfatti con priorità rispetto ad altri, che la professionalità e il merito vadano premiati, che la partecipazione di ogni cittadino e di ogni cittadina alla cosa pubblica debba essere assicurata. "Enrico Berlinguer, 29 luglio 1981
per il testo completo dell'intervista visita questo sito: http://www.metaforum.it/berlinguer/questionemorale.htm
21 gennaio 2007
Più coraggio, compagni!
Nel post precedente, recensendo il libro di Salvi e Villone, si parlava di degrado della politica. E’ una tipica anomalia italiana, non superata con tangentopoli e con mani pulite, anzi diventata sempre più pervasiva e bipartisan. Ma i partiti ne sono consapevoli? E sono capaci di autoriformarsi e di ritornare al loro ruolo costituzionale?
Ho letto in questi giorni il Documento della Conferenza nazionale di Organizzazione del partito della Rifondazione comunista. Fra i temi che vengono affrontati, al primo punto vi è proprio il degrado della politica, che il documento intende affrontare "senza nascondere niente e senza tacere alcunché”.
“La crisi della politica e della forma partito –si legge- investe anche noi: referenzialità dei gruppi dirigenti, separatezza dei gruppi istituzionali, burocratismo, centralismo, correntismo, maschilismo, ingessamento del dibattito democratico, personalismi, elementi di inquinamento e dell’affacciarsi di comitati elettorali”.
Più avanti, entrando nel merito delle cose da cambiare, si propongono le seguenti linee d’azione: “Estensione degli spazi di discussione; prevalenza delle decisioni democratiche dentro al partito rispetto alla pratica della separatezza istituzionale; democrazia di genere come costitutiva e, quindi, senza possibilità di deroghe nella formazione dei gruppi dirigenti; vero coinvolgimento delle competenze e delle energie diffuse; obbligatorietà di una alternanza tra impegno nelle istituzioni, lavoro nel partito, impegno nelle organizzazioni di massa; trasparenza delle nomine per la nostra presenza in consigli di amministrazione, enti, rapporti di consulenza, ecc.” per i quali deve anche valere ”l’alternanza e la regola generale che impedisce di cumulare incarichi istituzionali; piena centralità alle strutture di base”.
Idee e proposte condivisibili, seppure ancor timide rispetto alla coscienza collettiva di quel vasto popolo di sinistra che fa fatica a riconoscersi in apparati “separati”, “burocratizzati”, “centralizzati”, “ingessati”, ”inquinati”, ecc. ecc., come si autodefinisce la stessa Rifondazione. Ma ancora solo idee e proposte. “La conferenza di organizzazione”, infatti, “ non ha il potere” di modificare alcunché e tutto è rinviato al Congresso, che, assicurano, “si svolgerà regolarmente alla sua scadenza naturale, ovvero entro la primavera del 2008”.
Ho letto in questi giorni il Documento della Conferenza nazionale di Organizzazione del partito della Rifondazione comunista. Fra i temi che vengono affrontati, al primo punto vi è proprio il degrado della politica, che il documento intende affrontare "senza nascondere niente e senza tacere alcunché”.
“La crisi della politica e della forma partito –si legge- investe anche noi: referenzialità dei gruppi dirigenti, separatezza dei gruppi istituzionali, burocratismo, centralismo, correntismo, maschilismo, ingessamento del dibattito democratico, personalismi, elementi di inquinamento e dell’affacciarsi di comitati elettorali”.
Più avanti, entrando nel merito delle cose da cambiare, si propongono le seguenti linee d’azione: “Estensione degli spazi di discussione; prevalenza delle decisioni democratiche dentro al partito rispetto alla pratica della separatezza istituzionale; democrazia di genere come costitutiva e, quindi, senza possibilità di deroghe nella formazione dei gruppi dirigenti; vero coinvolgimento delle competenze e delle energie diffuse; obbligatorietà di una alternanza tra impegno nelle istituzioni, lavoro nel partito, impegno nelle organizzazioni di massa; trasparenza delle nomine per la nostra presenza in consigli di amministrazione, enti, rapporti di consulenza, ecc.” per i quali deve anche valere ”l’alternanza e la regola generale che impedisce di cumulare incarichi istituzionali; piena centralità alle strutture di base”.
Idee e proposte condivisibili, seppure ancor timide rispetto alla coscienza collettiva di quel vasto popolo di sinistra che fa fatica a riconoscersi in apparati “separati”, “burocratizzati”, “centralizzati”, “ingessati”, ”inquinati”, ecc. ecc., come si autodefinisce la stessa Rifondazione. Ma ancora solo idee e proposte. “La conferenza di organizzazione”, infatti, “ non ha il potere” di modificare alcunché e tutto è rinviato al Congresso, che, assicurano, “si svolgerà regolarmente alla sua scadenza naturale, ovvero entro la primavera del 2008”.
18 gennaio 2007
Il costo della democrazia
Oltre 196 milioni di euro il rimborso elettorale ai partiti nel 2005, oltre 90 i contributi ai gruppi parlamentari, 167 la retribuzione dei parlamentari, 154 quella dei consiglieri regionali, oltre 200 per gli amministratori locali, quasi 1000 (sempre di milioni di euro) per incarichi e consulenze. Sono solo alcuni dei dati riportati nell'aureo libretto scritto a quattro mani da Cesare Salvi e Massimo Villone, professori di diritto e senatori della Repubblica. Il costo complessivo di quella che gli autori definiscono "la più grande azienda pubblica italiana: Politica S.p.A.", grazie alla quale il mandato elettivo sta diventando una nuova forma di lavoro dipendente, ammonta a più di tre miliardi di euro.
Ed è solo la punta dell'iceberg. Occorre aggiungere "gli amici degli amici", quasi 300.000 persone, tra collaboratori, consulenti, dirigenti di società miste, vere e proprie "strutture parallele che aprono nuove e feconde prospettive all'uso clientelare del potere". Ed ecco che il costo totale di questo esercito, che i cittadini pagano con le loro tasse senza ricevere alcun beneficio, raddoppia d'incanto.
Il libro non si limita a riportare dei dati, ma analizza le cause di questo degrado della politica, suggerisce rimedi, avanza proposte. Soprattutto "vuole dare un contributo al rinnovamento necessario e chiede che sia protagonista la sinistra", alla quale ricorda, citando Mario Pirani, la "tradizione più che secolare di buona amministrazione caratterizzata dal disinteresse personale degli uomini e delle donne chiamate a rappresentarla" e, aggiungo io, dal sacrificio di alcuni e dall'eroismo di altri.
"Serve, insieme, una riforma delle regole, e una riforma della pratica politica: una nuova intransigenza nei rapporti tra etica e politica che vuol dire anzitutto nuovi comportamenti, una nuova consapevolezza dei rischi che la democrazia corre se non si inverte la rotta". (come non leggere in queste parole l'eco della preoccupazione espressa in anni ormai lontani da Enrico Berlinguer sulla "questione morale" come questione centrale della società e della politica italiana?).
Fare politica deve tornare a significare quella che è la sua ragion d'essere, la ragione dell'antico suo nascere nella storia degli uomini, la sua nobiltà: "far valere le proprie idee e difendere un punto di vista sociale". Solo questo e non altro. Un libro insomma da leggere, da meditare, ma soprattutto da mettere in pratica.
15 gennaio 2007
La Rete del Nuovo Municipio

La Rete del Nuovo Municipio è un’interessante iniziativa avviata da qualche anno in Italia per coordinare ed esaltare le buone pratiche amministrative in atto sul territorio, mettendo insieme amministratori locali, mondo associativo di base e ricercatori, impegnati sulle tematiche della democrazia partecipativa e delle nuove forme di cittadinanza.
Vi aderiscono circa 500 soci, fra cui diverse associazioni, consigli comunali e provinciali, esponenti del mondo accademico ed istituzionale. Ed è appena partita la campagna per l’adesione per il 2007.
Fra gli obiettivi della Rete, nuove pratiche di democrazia partecipativa, le “piccole opere per lo sviluppo locale” con le quali riappropriarsi del proprio territorio, l’economia solidale, la gestione partecipata dei servizi pubblici, la conversione ecologica dell’energia, una campagna per il consumo zero di territorio mediante il riuso, la riqualificazione e il riequilibrio del territorio costruito, un ruolo attivo dei municipi nella politica estera per la pace e contro la povertà, la cooperazione municipalistica decentrata.
Ricco di informazioni sul dibattito in corso, sulle iniziative in corso o programmate, nonché sulle modalità di adesione si possono trovare sul sito dell’associazione http://www.nuovomunicipio.org/, al quale rimando quanti, mi auguro molti, fossero interessati.
Vi aderiscono circa 500 soci, fra cui diverse associazioni, consigli comunali e provinciali, esponenti del mondo accademico ed istituzionale. Ed è appena partita la campagna per l’adesione per il 2007.
Fra gli obiettivi della Rete, nuove pratiche di democrazia partecipativa, le “piccole opere per lo sviluppo locale” con le quali riappropriarsi del proprio territorio, l’economia solidale, la gestione partecipata dei servizi pubblici, la conversione ecologica dell’energia, una campagna per il consumo zero di territorio mediante il riuso, la riqualificazione e il riequilibrio del territorio costruito, un ruolo attivo dei municipi nella politica estera per la pace e contro la povertà, la cooperazione municipalistica decentrata.
Ricco di informazioni sul dibattito in corso, sulle iniziative in corso o programmate, nonché sulle modalità di adesione si possono trovare sul sito dell’associazione http://www.nuovomunicipio.org/, al quale rimando quanti, mi auguro molti, fossero interessati.
11 ottobre 2006
gli scavi di Mesanole
In uno dei primi post, nell'agosto dello scorso anno, davo notizia del ritrovamento dei resti di una cospicua villa romana in località Mesanole, durante i lavori di scavo per la realizzazione della bretella di collegamento tra l'anello viario dell'università e il raccordo autostradale Salerno-Avellino.
Apprendo con piacere che a distanza di meno di un anno la Regione Campania ha finanziato con oltre 500.000 euro un progetto di completamento e messa in sicurezza dei suddetti rinvenimenti archeologici, individuando quale beneficiario finale la provincia di Salerno.
Per saperne di più vai al sito del bollettino della regione.
Apprendo con piacere che a distanza di meno di un anno la Regione Campania ha finanziato con oltre 500.000 euro un progetto di completamento e messa in sicurezza dei suddetti rinvenimenti archeologici, individuando quale beneficiario finale la provincia di Salerno.
Per saperne di più vai al sito del bollettino della regione.
25 settembre 2006
Scusate, amici. Si va a ricominciare.
E' da agosto dello scorso anno che questo blog mi accompagnava nelle mie riflessioni e nel dialogo costante con i pochi o tanti visitatori.
Perché un'interruzione di cinque mesi, che mi è stata rimproverata da molti? E' presto detto. Sono stati l'impegno elettorale a cui sono stato chiamato lo scorso maggio e la fase iniziale della mia attività di consigliere di minoranza a suggerirmene la sospensione. Da un lato, non ho voluto che questa piazza, questa finestra di confronto pacato, di dialogo, di riflessione comune, perdesse i caratteri con cui è nata. Dall'altro, so che non potevo sottrarmi al mio nuovo ruolo di rappresentante di idee, valori e progetti elaborati insieme e insieme condivisi.
Perché ora sento di poter ricominciare? Perché le due esigenze appena ricordate, quella personale e quella della rappresentanza, possono entrambe avere il loro spazio, grazie all'impegno degli amici dell'aquilone che hanno creato un blog che è la voce ufficiale dell'associazione, mentre questo nostro, più informale e più alla buona, riprenderà il cammino da dove l'aveva lasciato alcuni mesi or sono, con lo stesso spirito di sempre e con la stessa volontà di dialogo e di confronto.
Perché un'interruzione di cinque mesi, che mi è stata rimproverata da molti? E' presto detto. Sono stati l'impegno elettorale a cui sono stato chiamato lo scorso maggio e la fase iniziale della mia attività di consigliere di minoranza a suggerirmene la sospensione. Da un lato, non ho voluto che questa piazza, questa finestra di confronto pacato, di dialogo, di riflessione comune, perdesse i caratteri con cui è nata. Dall'altro, so che non potevo sottrarmi al mio nuovo ruolo di rappresentante di idee, valori e progetti elaborati insieme e insieme condivisi.
Perché ora sento di poter ricominciare? Perché le due esigenze appena ricordate, quella personale e quella della rappresentanza, possono entrambe avere il loro spazio, grazie all'impegno degli amici dell'aquilone che hanno creato un blog che è la voce ufficiale dell'associazione, mentre questo nostro, più informale e più alla buona, riprenderà il cammino da dove l'aveva lasciato alcuni mesi or sono, con lo stesso spirito di sempre e con la stessa volontà di dialogo e di confronto.
13 aprile 2006
Dieci miliardi svaniti nel nulla. E ora paghiamo
Il comune di Fisciano ha aumentato , col bilancio 2006, l'imposta ICI sulla prima casa dal 5 al 6 per mille.
Questo significa che a giugno i contribuenti pagheranno il 25% in più rispetto all'anno scorso. Anzi, se si tiene conto della deduzione sulla prima casa, di 125 euro, l'aumento sarà molto più consistente e colpirà soprattutto le fasce più deboli.
Faccio qualche esempio.
Chi l'anno scorso doveva versare 125 euro, grazie alla deduzione pagava zero, ora pagherà 25 euro;
Chi doveva versare 200 euro, ne pagava 75 l'anno scorso, ora ne pagherà 115, e così via.
Questo per "risanare" il bilancio comunale. Risanarlo da che? dagli sperperi e dalla cattiva gestione di questi anni. Gli amministratori sbagliano e i cittadini pagano.
E dire che solo cinque anni fa, grazie a una oculata gestione delle risorse e al censimento dei tributi, era stato realizzato un attivo di ben dieci miliardi di lire. Un attivo svanito, evidentemente, nel nulla.
Questo significa che a giugno i contribuenti pagheranno il 25% in più rispetto all'anno scorso. Anzi, se si tiene conto della deduzione sulla prima casa, di 125 euro, l'aumento sarà molto più consistente e colpirà soprattutto le fasce più deboli.
Faccio qualche esempio.
Chi l'anno scorso doveva versare 125 euro, grazie alla deduzione pagava zero, ora pagherà 25 euro;
Chi doveva versare 200 euro, ne pagava 75 l'anno scorso, ora ne pagherà 115, e così via.
Questo per "risanare" il bilancio comunale. Risanarlo da che? dagli sperperi e dalla cattiva gestione di questi anni. Gli amministratori sbagliano e i cittadini pagano.
E dire che solo cinque anni fa, grazie a una oculata gestione delle risorse e al censimento dei tributi, era stato realizzato un attivo di ben dieci miliardi di lire. Un attivo svanito, evidentemente, nel nulla.
07 aprile 2006
Di ritorno dall'Andalusia
Riprendo a scrivere dopo una breve pausa.
Ho accompagnato i miei studenti dell'ultimo anno in una viaggio di istruzione in Andalusia. Visitare l'Alambra di Granada, la moschea di Cordova, il centro di Siviglia è sempre un'esperienza coinvolgente. Il clima mite e la bellezza dei luoghi hanno fatto il resto.
L'interesse dei ragazzi è stato encomiabile, la loro voglia di divertirsi, come è naturale, è stata grande. Ma è la socializzazione che si crea in quei giorni fra tutti i partecipanti, anche di classi diverse, il risultato più positivo di simili iniziative.
Studenti e insegnanti, siamo ora pronti alle fatiche finali che porteranno all'esame di stato, tappa fondamentale che segna per questi giovani l'ingresso alle responsabilità della vita e alla costruzione del proprio futuro.
Ho accompagnato i miei studenti dell'ultimo anno in una viaggio di istruzione in Andalusia. Visitare l'Alambra di Granada, la moschea di Cordova, il centro di Siviglia è sempre un'esperienza coinvolgente. Il clima mite e la bellezza dei luoghi hanno fatto il resto.
L'interesse dei ragazzi è stato encomiabile, la loro voglia di divertirsi, come è naturale, è stata grande. Ma è la socializzazione che si crea in quei giorni fra tutti i partecipanti, anche di classi diverse, il risultato più positivo di simili iniziative.
Studenti e insegnanti, siamo ora pronti alle fatiche finali che porteranno all'esame di stato, tappa fondamentale che segna per questi giovani l'ingresso alle responsabilità della vita e alla costruzione del proprio futuro.
25 marzo 2006
Quando un ragazzo dice: "Alzate gli occhi"
Qualche giorno fa, sul sito del forum dei giovani di Fisciano si è aperto un dibattito sui problemi del nostro comune. Numerosi interventi, alcuni critici, hanno rianimato la discussione. Ma deve essere intervenuto un occhiuto censore stizzito, tant'è che un comunicato avvertiva, di lì a poco, che non sarebbero stati più pubblicati messaggi anonimi. Già, messaggi anonimi; quando si sa bene che l'anonimato nasce quando c'è un clima pesante, fatto di paura e di intimidazione. La colpa è di chi quel clima lo crea, non di chi lo subisce.Ma ecco accadere una cosa bellissima: i messaggi si moltiplicano, tutti firmati e tutti critici.
Una cosa bellissima subito seguita da una bruttissima: l'intero sito viene oscurato, cancellato, ed è tuttora così nel momento in cui scrivo.
Voglio solo sperare che qualcuno ci ripensi. E' una sconfitta per tutti concepire, oggi, nel 2006, di ricorrere alla censura per abolire il pensiero, soprattutto il pensiero dei giovani, che invece andrebbero educati, aiutati, incoraggiati, proprio quando intendono andare oltre.
Lascio la conclusione alle parole di un ragazzo (che non conosco) che in uno degli ultimi messaggi pubblicati prima che cadesse la mannaia diceva:
"Non lasciate mai che le persone possano approfittarsi della vostra ignoranza... Ragazzi, alzate gli occhi, voi rappresentate il futuro...
E' finita l'era del clientelismo...Non ascoltate le persone che vi fanno promesse che non saranno mai rispettate...
Alzate gli occhi.. Alzate gli occhi...
Studiate, realizzatevi, non vi fermate al primo ostacolo...la scalata è lunga; ma se poi per pigrizia vi fermate e aspettate il cosiddetto 'POSTO' allora il mondo non girerà più perchè il vostro comportamento si ritorcerà sui vostri figli come stiamo vedendo nel nostro comune...
Abbiate la forza di cambiare, sono convinto che poteta farcela..."
Ragazzi, se volete, questo blog è a vostra disposizione: saranno pubblicati tutti i commenti, anche quelli anonimi, anche quelli critici.
20 marzo 2006
Una opportunità da non perdere
Dal 13 febbraio scorso è possibile chiedere il contributo di 350 euro previsto dalla cosiddetta “Iniziativa Carburanti a Basso Impatto” a favore di coloro che trasformano a GPL o a metano il proprio mezzo di trasporto.L’iniziativa, a carattere nazionale, è limitata ai residenti nei comuni che siano inseriti nell’apposito elenco (Decreto legislativo n. 351 del 1999) e che abbiano aderito formalmente all’iniziativa. Il comune di Fisciano, pur utilmente inserito nell’elenco suddetto, ma non ha mai deliberato in merito.
Ho chiesto pertanto al Commissario Prefettizio di voler procedere all’adozione della delibera, necessaria a consentire ai cittadini interessati di poter usufruire del contributi di legge.
Ritengo, infatti, che con il commissariamento dell’Ente non venga meno la possibilità di decidere, entro certi limiti, nell’interesse della comunità. E’ invece compito di chi si propone a guidare il Comune darsi da fare da subito perché anche in questa fase non vada persa nessuna opportunità.
Per maggiori informazioni puoi visitare questo sito.
17 marzo 2006
14 marzo 2006
Area industriale ed "effetto caos"

"L’area industriale di Fisciano/Mercato San Severino presenta uno sviluppo, delle attività in essere, se così si puo definire, abbastanza disomogeneo rispetto a quello previsto dal Piano ASI. L’area che ospita detti insediamenti, risulta chiaramente definita e la superfice densamente occupata da capannoni, magazzini, impianti infrastrutturali. A parte la piccola quota destinata agli uffici e ai servizi, le attività connesse alla produzione come previsto nella zona “D” sono pressocchè inesistenti in quanto le attività produttive originari sono state stravolte da cambi di Tipologia non comunicati all’ASI. L’unica arteria transitabile e la Nuova Strada Consortile, anche se non è stata collaudata, per il resto i servizi come le infrastrutture sono del tutto inesistenti.
Le stesse aziende raggruppate o ampliate secondo qualsiasi regola, evocano l’immagine di uno sviluppo senza controllo da parte dell’ASI, spesso i lotti restano inedificati pur avendo avuto nulla osta per la realizzazione di strutture produttive restano in corso di costruzione per anni, ponendi l’accento sul problema domanda e offerta che inevitabilmente conduce alla rilocalizzazione e dislocazione di aziende esistenti provenienti dal nucleo urbano e prevalentemente occupati da attività artigianali e commerciale in particolare modo questo accade su tutta l’area del Comune di Mercato San Severino, mentre il fenomeno si verifica in modo ridotto nell’area del Comune di Fisciano in quanto molte strutture sono in corso di costruzione. Fenomeno quest’ultimo di notevoli proporzioni con riflessi di tipo economico, sociale ancorché amministrativo e urbanistico. In questo diffuso fenomeno di conversione delle attività industriali in commerciali e/o artigianali la rivitalizzazione dell’area coincide inevitabilmente con il deperimento della stessa. La mancanza di servizi, infrastrutture e la presenza di piani obsoleti, in uno con il nuovo senso speculativo, producono “l’effetto caos” nel quale l’ordine generale soggiace al bisogno individuale. Tanto si riscontra nell’odierna zona industriale, snaturata, contradditoria, emarginata eppur produttiva".
Le stesse aziende raggruppate o ampliate secondo qualsiasi regola, evocano l’immagine di uno sviluppo senza controllo da parte dell’ASI, spesso i lotti restano inedificati pur avendo avuto nulla osta per la realizzazione di strutture produttive restano in corso di costruzione per anni, ponendi l’accento sul problema domanda e offerta che inevitabilmente conduce alla rilocalizzazione e dislocazione di aziende esistenti provenienti dal nucleo urbano e prevalentemente occupati da attività artigianali e commerciale in particolare modo questo accade su tutta l’area del Comune di Mercato San Severino, mentre il fenomeno si verifica in modo ridotto nell’area del Comune di Fisciano in quanto molte strutture sono in corso di costruzione. Fenomeno quest’ultimo di notevoli proporzioni con riflessi di tipo economico, sociale ancorché amministrativo e urbanistico. In questo diffuso fenomeno di conversione delle attività industriali in commerciali e/o artigianali la rivitalizzazione dell’area coincide inevitabilmente con il deperimento della stessa. La mancanza di servizi, infrastrutture e la presenza di piani obsoleti, in uno con il nuovo senso speculativo, producono “l’effetto caos” nel quale l’ordine generale soggiace al bisogno individuale. Tanto si riscontra nell’odierna zona industriale, snaturata, contradditoria, emarginata eppur produttiva".
Il testo sopra riportato è tratto dal censimento 2000 relativo all’area industriale di Fisciano-Mercato San Severino. Che da allora nulla sia cambiato, l’ho potuto verificare in un incontro che, in qualità di candidato sindaco, ho avuto con operatori industriali della zona, nel corso della campagna di ascolto che ho iniziato per la definizione del programma. Le esigenze più sentite che sono emerse riguardano la necessità di riprendere l’esperienza della consulta delle attività produttive, di giungere a una mappatura delle aree, di completare l’anello viario della zona, di garantire una gestione della zona che ne superi il degrado attuale (rifiuti, illuminazione, sicurezza) magari attraverso la creazione di un consorzio di manutenzione. Ci sono aziende serie, che hanno rapporti di ricerca e di innovazione con l’Università, pronte a collaborare anche con l’Ente locale, ma nella trasparenza e nelle regole. Perciò parlare di sinergia tra Università, industria e territorio, significa indicare la strada possibile per la nostra ripresa, una ripresa che deve essere anche economica e occupazionale.
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