Il comune di Fisciano ha aumentato , col bilancio 2006, l'imposta ICI sulla prima casa dal 5 al 6 per mille.
Questo significa che a giugno i contribuenti pagheranno il 25% in più rispetto all'anno scorso. Anzi, se si tiene conto della deduzione sulla prima casa, di 125 euro, l'aumento sarà molto più consistente e colpirà soprattutto le fasce più deboli.
Faccio qualche esempio.
Chi l'anno scorso doveva versare 125 euro, grazie alla deduzione pagava zero, ora pagherà 25 euro;
Chi doveva versare 200 euro, ne pagava 75 l'anno scorso, ora ne pagherà 115, e così via.
Questo per "risanare" il bilancio comunale. Risanarlo da che? dagli sperperi e dalla cattiva gestione di questi anni. Gli amministratori sbagliano e i cittadini pagano.
E dire che solo cinque anni fa, grazie a una oculata gestione delle risorse e al censimento dei tributi, era stato realizzato un attivo di ben dieci miliardi di lire. Un attivo svanito, evidentemente, nel nulla.
13 aprile 2006
07 aprile 2006
Di ritorno dall'Andalusia
Riprendo a scrivere dopo una breve pausa.
Ho accompagnato i miei studenti dell'ultimo anno in una viaggio di istruzione in Andalusia. Visitare l'Alambra di Granada, la moschea di Cordova, il centro di Siviglia è sempre un'esperienza coinvolgente. Il clima mite e la bellezza dei luoghi hanno fatto il resto.
L'interesse dei ragazzi è stato encomiabile, la loro voglia di divertirsi, come è naturale, è stata grande. Ma è la socializzazione che si crea in quei giorni fra tutti i partecipanti, anche di classi diverse, il risultato più positivo di simili iniziative.
Studenti e insegnanti, siamo ora pronti alle fatiche finali che porteranno all'esame di stato, tappa fondamentale che segna per questi giovani l'ingresso alle responsabilità della vita e alla costruzione del proprio futuro.
Ho accompagnato i miei studenti dell'ultimo anno in una viaggio di istruzione in Andalusia. Visitare l'Alambra di Granada, la moschea di Cordova, il centro di Siviglia è sempre un'esperienza coinvolgente. Il clima mite e la bellezza dei luoghi hanno fatto il resto.
L'interesse dei ragazzi è stato encomiabile, la loro voglia di divertirsi, come è naturale, è stata grande. Ma è la socializzazione che si crea in quei giorni fra tutti i partecipanti, anche di classi diverse, il risultato più positivo di simili iniziative.
Studenti e insegnanti, siamo ora pronti alle fatiche finali che porteranno all'esame di stato, tappa fondamentale che segna per questi giovani l'ingresso alle responsabilità della vita e alla costruzione del proprio futuro.
25 marzo 2006
Quando un ragazzo dice: "Alzate gli occhi"
Qualche giorno fa, sul sito del forum dei giovani di Fisciano si è aperto un dibattito sui problemi del nostro comune. Numerosi interventi, alcuni critici, hanno rianimato la discussione. Ma deve essere intervenuto un occhiuto censore stizzito, tant'è che un comunicato avvertiva, di lì a poco, che non sarebbero stati più pubblicati messaggi anonimi. Già, messaggi anonimi; quando si sa bene che l'anonimato nasce quando c'è un clima pesante, fatto di paura e di intimidazione. La colpa è di chi quel clima lo crea, non di chi lo subisce.Ma ecco accadere una cosa bellissima: i messaggi si moltiplicano, tutti firmati e tutti critici.
Una cosa bellissima subito seguita da una bruttissima: l'intero sito viene oscurato, cancellato, ed è tuttora così nel momento in cui scrivo.
Voglio solo sperare che qualcuno ci ripensi. E' una sconfitta per tutti concepire, oggi, nel 2006, di ricorrere alla censura per abolire il pensiero, soprattutto il pensiero dei giovani, che invece andrebbero educati, aiutati, incoraggiati, proprio quando intendono andare oltre.
Lascio la conclusione alle parole di un ragazzo (che non conosco) che in uno degli ultimi messaggi pubblicati prima che cadesse la mannaia diceva:
"Non lasciate mai che le persone possano approfittarsi della vostra ignoranza... Ragazzi, alzate gli occhi, voi rappresentate il futuro...
E' finita l'era del clientelismo...Non ascoltate le persone che vi fanno promesse che non saranno mai rispettate...
Alzate gli occhi.. Alzate gli occhi...
Studiate, realizzatevi, non vi fermate al primo ostacolo...la scalata è lunga; ma se poi per pigrizia vi fermate e aspettate il cosiddetto 'POSTO' allora il mondo non girerà più perchè il vostro comportamento si ritorcerà sui vostri figli come stiamo vedendo nel nostro comune...
Abbiate la forza di cambiare, sono convinto che poteta farcela..."
Ragazzi, se volete, questo blog è a vostra disposizione: saranno pubblicati tutti i commenti, anche quelli anonimi, anche quelli critici.
20 marzo 2006
Una opportunità da non perdere
Dal 13 febbraio scorso è possibile chiedere il contributo di 350 euro previsto dalla cosiddetta “Iniziativa Carburanti a Basso Impatto” a favore di coloro che trasformano a GPL o a metano il proprio mezzo di trasporto.L’iniziativa, a carattere nazionale, è limitata ai residenti nei comuni che siano inseriti nell’apposito elenco (Decreto legislativo n. 351 del 1999) e che abbiano aderito formalmente all’iniziativa. Il comune di Fisciano, pur utilmente inserito nell’elenco suddetto, ma non ha mai deliberato in merito.
Ho chiesto pertanto al Commissario Prefettizio di voler procedere all’adozione della delibera, necessaria a consentire ai cittadini interessati di poter usufruire del contributi di legge.
Ritengo, infatti, che con il commissariamento dell’Ente non venga meno la possibilità di decidere, entro certi limiti, nell’interesse della comunità. E’ invece compito di chi si propone a guidare il Comune darsi da fare da subito perché anche in questa fase non vada persa nessuna opportunità.
Per maggiori informazioni puoi visitare questo sito.
17 marzo 2006
14 marzo 2006
Area industriale ed "effetto caos"

"L’area industriale di Fisciano/Mercato San Severino presenta uno sviluppo, delle attività in essere, se così si puo definire, abbastanza disomogeneo rispetto a quello previsto dal Piano ASI. L’area che ospita detti insediamenti, risulta chiaramente definita e la superfice densamente occupata da capannoni, magazzini, impianti infrastrutturali. A parte la piccola quota destinata agli uffici e ai servizi, le attività connesse alla produzione come previsto nella zona “D” sono pressocchè inesistenti in quanto le attività produttive originari sono state stravolte da cambi di Tipologia non comunicati all’ASI. L’unica arteria transitabile e la Nuova Strada Consortile, anche se non è stata collaudata, per il resto i servizi come le infrastrutture sono del tutto inesistenti.
Le stesse aziende raggruppate o ampliate secondo qualsiasi regola, evocano l’immagine di uno sviluppo senza controllo da parte dell’ASI, spesso i lotti restano inedificati pur avendo avuto nulla osta per la realizzazione di strutture produttive restano in corso di costruzione per anni, ponendi l’accento sul problema domanda e offerta che inevitabilmente conduce alla rilocalizzazione e dislocazione di aziende esistenti provenienti dal nucleo urbano e prevalentemente occupati da attività artigianali e commerciale in particolare modo questo accade su tutta l’area del Comune di Mercato San Severino, mentre il fenomeno si verifica in modo ridotto nell’area del Comune di Fisciano in quanto molte strutture sono in corso di costruzione. Fenomeno quest’ultimo di notevoli proporzioni con riflessi di tipo economico, sociale ancorché amministrativo e urbanistico. In questo diffuso fenomeno di conversione delle attività industriali in commerciali e/o artigianali la rivitalizzazione dell’area coincide inevitabilmente con il deperimento della stessa. La mancanza di servizi, infrastrutture e la presenza di piani obsoleti, in uno con il nuovo senso speculativo, producono “l’effetto caos” nel quale l’ordine generale soggiace al bisogno individuale. Tanto si riscontra nell’odierna zona industriale, snaturata, contradditoria, emarginata eppur produttiva".
Le stesse aziende raggruppate o ampliate secondo qualsiasi regola, evocano l’immagine di uno sviluppo senza controllo da parte dell’ASI, spesso i lotti restano inedificati pur avendo avuto nulla osta per la realizzazione di strutture produttive restano in corso di costruzione per anni, ponendi l’accento sul problema domanda e offerta che inevitabilmente conduce alla rilocalizzazione e dislocazione di aziende esistenti provenienti dal nucleo urbano e prevalentemente occupati da attività artigianali e commerciale in particolare modo questo accade su tutta l’area del Comune di Mercato San Severino, mentre il fenomeno si verifica in modo ridotto nell’area del Comune di Fisciano in quanto molte strutture sono in corso di costruzione. Fenomeno quest’ultimo di notevoli proporzioni con riflessi di tipo economico, sociale ancorché amministrativo e urbanistico. In questo diffuso fenomeno di conversione delle attività industriali in commerciali e/o artigianali la rivitalizzazione dell’area coincide inevitabilmente con il deperimento della stessa. La mancanza di servizi, infrastrutture e la presenza di piani obsoleti, in uno con il nuovo senso speculativo, producono “l’effetto caos” nel quale l’ordine generale soggiace al bisogno individuale. Tanto si riscontra nell’odierna zona industriale, snaturata, contradditoria, emarginata eppur produttiva".
Il testo sopra riportato è tratto dal censimento 2000 relativo all’area industriale di Fisciano-Mercato San Severino. Che da allora nulla sia cambiato, l’ho potuto verificare in un incontro che, in qualità di candidato sindaco, ho avuto con operatori industriali della zona, nel corso della campagna di ascolto che ho iniziato per la definizione del programma. Le esigenze più sentite che sono emerse riguardano la necessità di riprendere l’esperienza della consulta delle attività produttive, di giungere a una mappatura delle aree, di completare l’anello viario della zona, di garantire una gestione della zona che ne superi il degrado attuale (rifiuti, illuminazione, sicurezza) magari attraverso la creazione di un consorzio di manutenzione. Ci sono aziende serie, che hanno rapporti di ricerca e di innovazione con l’Università, pronte a collaborare anche con l’Ente locale, ma nella trasparenza e nelle regole. Perciò parlare di sinergia tra Università, industria e territorio, significa indicare la strada possibile per la nostra ripresa, una ripresa che deve essere anche economica e occupazionale.
07 marzo 2006
Finanziamenti europei e improvvisazione progettuale
Una brutta notizia per Fisciano, un motivo di disonore per chi ha retto le sorti del comune in questi anni, una ragione in più per cambiare registro.
L'unico finanziamento nell'ambito del PIT Valle dell'Irno, quello per il Centro servizi per l'imprenditoria, si è volatilizzato.
E' d'obbligo una premessa. Il progetto, concernente la Valle dell’Irno, di 23 milioni di euro, nasce nel 2000 con lo scopo di integrare il polo dell’Università di Salerno, insediata nell’area di Fisciano, con il più ampio contesto territoriale caratterizzato da forte valenza industriale e da un considerevole patrimonio storico-artistico. In quella fase, che ebbi l'onore e l'onere di seguire in prima persona, Fisciano presenta sei proposte che vengono inserite nel progetto complessivo in quanto giudicate coerenti con l'obiettivo strategico del PIT:
1) Isole di residenza della gioventù universitaria
2) Interventi di riqualificazione urbanistica
3) Le vie dell'Università (intercomunicabilità delle aree territoriali)
4) Centro culturale e religioso San Michele di mezzo
5) Centro di accoglienza della gioventù universitaria (Palazzo Barra in Lancusi)
6) Centro per interscambi culturali e socio economici (Palazzo de Falco, in collaborazione con la Fondazione Laboratorio Mediterraneo).
L'amministrazione successiva (2001-2006) dovette giudicare troppo modeste queste proposte (sì forse modeste, ma per questo realizzabili) e scelse di "volare alto", sostituendole con un improbabile centro studi finanza locale, un centro formazione internazionale e simili amenità per un importo complessivo di decine e decine di miliardi di vecchie lire.
Ovviamente nessuna di queste proposte fu ritenuta meritevole di accoglimento, se non quella di un più modesto Centro servizi all'imprenditoria, che si intendeva realizzare nella palazzina dell'ex IDAFF. Non essendo in realtà mai stata nella disponibilità del Comune tale palazzina, si decide di concorrere col progetto di una palazzina da realizzare al corso San Vincenzo in Fisciano.
Ecco il risultato: sul Bollettino Ufficiale della Regine Campania n. 5 del 23 gennaio 2006, è pubblicato il decreto dirigenziale che esclude il progetto dal finanziamento, in quanto risultato non idoneo per non aver rispettato gli indicatori di qualità previsti dal bando.
L'unico finanziamento nell'ambito del PIT Valle dell'Irno, quello per il Centro servizi per l'imprenditoria, si è volatilizzato.
E' d'obbligo una premessa. Il progetto, concernente la Valle dell’Irno, di 23 milioni di euro, nasce nel 2000 con lo scopo di integrare il polo dell’Università di Salerno, insediata nell’area di Fisciano, con il più ampio contesto territoriale caratterizzato da forte valenza industriale e da un considerevole patrimonio storico-artistico. In quella fase, che ebbi l'onore e l'onere di seguire in prima persona, Fisciano presenta sei proposte che vengono inserite nel progetto complessivo in quanto giudicate coerenti con l'obiettivo strategico del PIT:
1) Isole di residenza della gioventù universitaria
2) Interventi di riqualificazione urbanistica
3) Le vie dell'Università (intercomunicabilità delle aree territoriali)
4) Centro culturale e religioso San Michele di mezzo
5) Centro di accoglienza della gioventù universitaria (Palazzo Barra in Lancusi)
6) Centro per interscambi culturali e socio economici (Palazzo de Falco, in collaborazione con la Fondazione Laboratorio Mediterraneo).
L'amministrazione successiva (2001-2006) dovette giudicare troppo modeste queste proposte (sì forse modeste, ma per questo realizzabili) e scelse di "volare alto", sostituendole con un improbabile centro studi finanza locale, un centro formazione internazionale e simili amenità per un importo complessivo di decine e decine di miliardi di vecchie lire.
Ovviamente nessuna di queste proposte fu ritenuta meritevole di accoglimento, se non quella di un più modesto Centro servizi all'imprenditoria, che si intendeva realizzare nella palazzina dell'ex IDAFF. Non essendo in realtà mai stata nella disponibilità del Comune tale palazzina, si decide di concorrere col progetto di una palazzina da realizzare al corso San Vincenzo in Fisciano.
Ecco il risultato: sul Bollettino Ufficiale della Regine Campania n. 5 del 23 gennaio 2006, è pubblicato il decreto dirigenziale che esclude il progetto dal finanziamento, in quanto risultato non idoneo per non aver rispettato gli indicatori di qualità previsti dal bando.
28 febbraio 2006
Vi aspetto domenica
Vi aspetto domenica a Fisciano. Cari amici del blog, con le vostre visite e i vostri commenti, avete arricchito questo spazio.
Ho percepito una condivisione di analisi e di obiettivi, una voglia di discutere e di proporre, una speranza di giorni migliori.
Ed è per discutere, proporre e cominciare a sperare che aspetto soprattutto voi.
Da soli non si va lontano. Insieme, si moltiplicano le forze e le intelligenze.
26 febbraio 2006
Fisciano sulla stampa che conta
Alcuni visitatori di questo blog hanno manifestato vivo interesse per l'articolo su Fisciano pubblicato oggi da Repubblica a firma Maria Rosaria Sannino. Lo metto volentieri in rete. Vorrei, però, che la nostra città riscuotesse una fama diversa. Perché ciò accada occorre la collaborazione di tutti.
MARIA ROSARIA SANNINO
Cento e più ville al posto di case rurali con fienili. liberi professionisti diventati improvvisamente contadini. Gli amhientalisti lanciano l'allarme a Fisciano, il comune del salernitano dove ha sede l'università, che punta economicamente sempre più sulla cittadella degli studi. E fioccano denunce alla Procura di Salerno: è in atto una selvaggia cementificazione delle zone un tempo agricole, raggirando una legge urbanistica che avrebbe dovuto riguardare "esclusivamente i proprietari coltivatori diretti, considerati imprenditori agricoli". «Ma in questi ultimi anni sono stati realizzati circa 128.000 metri cubi di area residenzialeal difuori di ogni norma urbanistica», hanno denunciato i consiglieri comunali Giuseppe Campanile e Francesco Conte. «E'un vero assalto indiscriminato al territorio, con costruzioni fatte passare come case rurali; un escamotage diventato sistema.Agli atti anche del consiglio comunale ci sono nomi e storie. Su più di 13000 abitanti non ci sono più di 1o veri contadini». Lo stesso ufficio tecnico comunale fornisce i numeri di questa urbanizzazione: tra il2002 e 2005 sono state rilasciate ben 127 concessioni edilizie per case rurali. Queste abitazioni, per avere il permesso di costruzione, dovevano essere al servizio di un'azienda agricola o quantomeno di un pezzo di terreno coltivato da un contadino. L'ufficio tecnico avrebbe dovuto controllare la correttezza delle pratiche. "A noi risulta essere tutto in regola- dichiara Angelo Aliberti, responsabile dell ufficio - abbiamo le richieste di cittadini, rilasciate come coltivatori diretti. Il controllo sulla veridicità di quanto sottoscritto spetta ai vigili urbani". Con un Prg non ancora approvato, dopo anni di aspre battaglie tra politici locali e ambientalisti, le maglie di tutela si sono allargate. Intere località, che racchiudono a raggiera il cuore del campus universitario, come Faraldo o Pozzillo, sono diventate cantieri aperti.
MARIA ROSARIA SANNINOCento e più ville al posto di case rurali con fienili. liberi professionisti diventati improvvisamente contadini. Gli amhientalisti lanciano l'allarme a Fisciano, il comune del salernitano dove ha sede l'università, che punta economicamente sempre più sulla cittadella degli studi. E fioccano denunce alla Procura di Salerno: è in atto una selvaggia cementificazione delle zone un tempo agricole, raggirando una legge urbanistica che avrebbe dovuto riguardare "esclusivamente i proprietari coltivatori diretti, considerati imprenditori agricoli". «Ma in questi ultimi anni sono stati realizzati circa 128.000 metri cubi di area residenzialeal difuori di ogni norma urbanistica», hanno denunciato i consiglieri comunali Giuseppe Campanile e Francesco Conte. «E'un vero assalto indiscriminato al territorio, con costruzioni fatte passare come case rurali; un escamotage diventato sistema.Agli atti anche del consiglio comunale ci sono nomi e storie. Su più di 13000 abitanti non ci sono più di 1o veri contadini». Lo stesso ufficio tecnico comunale fornisce i numeri di questa urbanizzazione: tra il2002 e 2005 sono state rilasciate ben 127 concessioni edilizie per case rurali. Queste abitazioni, per avere il permesso di costruzione, dovevano essere al servizio di un'azienda agricola o quantomeno di un pezzo di terreno coltivato da un contadino. L'ufficio tecnico avrebbe dovuto controllare la correttezza delle pratiche. "A noi risulta essere tutto in regola- dichiara Angelo Aliberti, responsabile dell ufficio - abbiamo le richieste di cittadini, rilasciate come coltivatori diretti. Il controllo sulla veridicità di quanto sottoscritto spetta ai vigili urbani". Con un Prg non ancora approvato, dopo anni di aspre battaglie tra politici locali e ambientalisti, le maglie di tutela si sono allargate. Intere località, che racchiudono a raggiera il cuore del campus universitario, come Faraldo o Pozzillo, sono diventate cantieri aperti.
Questo è un post ingarbugliato...
Questo è un post ingarbugliato,
ma il garbuglio non è mio.
Mai avrei escogitato
così amabil lavorìo.
Il ritardo nell’iter di adozione del piano regolatore del comune di Fisciano sembra essere stato scientificamente programmato.
Osserviamo alcune date.
Il 14 maggio 2004 il consiglio comunale delibera la prima adozione e il 7 giugno successivo ne viene data comunicazione pubblica come per legge. Cominciano a decorrere da allora i due mesi per la presentazione di eventuali osservazioni, che scadono il 6 agosto dello stesso anno.
In ottobre i consiglieri di minoranza chiedono la convocazione del consiglio per discutere sulle osservazioni presentate. Solo allora si scopre che la comunicazione pubblica era imperfetta in quanto non prodotta anche su un giornale a tiratura nazionale. Il 27 ottobre 2004 pertanto si ripubblica la comunicazione dell’avvenuta adozione e ricominciano a decorrere nuovamente i due mesi previsti per le osservazioni. Così la scadenza ora slitta al 26 dicembre 2004. Nel frattempo gli atti del piano vengono inviati agli Enti sovraordinati per i pareri di competenza (su questo ritornerò fra poco) e il Consiglio Comunale impegna l’amministrazione a concludere in tempi brevi. Intanto i primi sette mesi sono passati.
Successivamente, il 17 giugno 2005,è sempre il Consiglio Comunale a sollecitare nuovamente l’Amministrazione a concludere, questa volta, in tempi brevissimi.
Passa qualche mese e il Consiglio Comunale impegna ancora l’Amministrazione a giungere alla conclusione di un iter tormentato e infinito, addirittura entro quindici giorni, ma aggiungendo, su proposta del consigliere capogruppo di maggioranza, Tommaso Amabile, entro quindici giorni dall’arrivo dei pareri richiesti agli Enti. Già i pareri. Ma non erano stati richiesti l’anno prima? E gli Enti perché non rispondono?
In realtà gli Enti avevano risposto, ma solo per lamentare l’insufficienza degli atti inviati e per chiedere le necessarie integrazioni. Integrazioni che fino ad allora il Comune si era guardato bene dall’inviare. Risulta ad esempio che uno di questi Enti, l’Autorità di bacino Destra Sele aveva chiesto le integrazioni fin dal 3 novembre 2004 e il Comune le invia solo il 26 ottobre 2005, cioè solo dopo che la questione era stata messa in evidenza da alcuni consiglieri di minoranza.
Nel frattempo scade anche il termine ultimo previsto dalla legge per l’adozione definitiva del piano (settembre 2005) e finalmente la commissione urbanistica comincia a esaminare le varie osservazioni presentate. Tale esame si conclude con la seduta del 12 dicembre 2005, ore 12,30, in cui si tra l’altro si dichiara che, in merito alle 20 osservazioni da me presentate insieme con altri, “occorreva una più approfondita ed accurata istruttoria da parte del gruppo di lavoro del P.R.G.” Uno spiraglio di autocritica? Una disponibilità a discutere nell’interesse generale? Niente di tutto questo, sono solo le 12,30 del 12 dicembre e da circa un’ora sono state presentate le dimissioni del Sindaco facente funzione. Il pericolo è scongiurato, si potrà andare ancora una volta alle elezioni senza piano, senza regole, fidando sulla collaudata esperienza di nulla dire e tutto promettere.
ma il garbuglio non è mio.
Mai avrei escogitato
così amabil lavorìo.
Il ritardo nell’iter di adozione del piano regolatore del comune di Fisciano sembra essere stato scientificamente programmato.
Osserviamo alcune date.
Il 14 maggio 2004 il consiglio comunale delibera la prima adozione e il 7 giugno successivo ne viene data comunicazione pubblica come per legge. Cominciano a decorrere da allora i due mesi per la presentazione di eventuali osservazioni, che scadono il 6 agosto dello stesso anno.
In ottobre i consiglieri di minoranza chiedono la convocazione del consiglio per discutere sulle osservazioni presentate. Solo allora si scopre che la comunicazione pubblica era imperfetta in quanto non prodotta anche su un giornale a tiratura nazionale. Il 27 ottobre 2004 pertanto si ripubblica la comunicazione dell’avvenuta adozione e ricominciano a decorrere nuovamente i due mesi previsti per le osservazioni. Così la scadenza ora slitta al 26 dicembre 2004. Nel frattempo gli atti del piano vengono inviati agli Enti sovraordinati per i pareri di competenza (su questo ritornerò fra poco) e il Consiglio Comunale impegna l’amministrazione a concludere in tempi brevi. Intanto i primi sette mesi sono passati.
Successivamente, il 17 giugno 2005,è sempre il Consiglio Comunale a sollecitare nuovamente l’Amministrazione a concludere, questa volta, in tempi brevissimi.
Passa qualche mese e il Consiglio Comunale impegna ancora l’Amministrazione a giungere alla conclusione di un iter tormentato e infinito, addirittura entro quindici giorni, ma aggiungendo, su proposta del consigliere capogruppo di maggioranza, Tommaso Amabile, entro quindici giorni dall’arrivo dei pareri richiesti agli Enti. Già i pareri. Ma non erano stati richiesti l’anno prima? E gli Enti perché non rispondono?
In realtà gli Enti avevano risposto, ma solo per lamentare l’insufficienza degli atti inviati e per chiedere le necessarie integrazioni. Integrazioni che fino ad allora il Comune si era guardato bene dall’inviare. Risulta ad esempio che uno di questi Enti, l’Autorità di bacino Destra Sele aveva chiesto le integrazioni fin dal 3 novembre 2004 e il Comune le invia solo il 26 ottobre 2005, cioè solo dopo che la questione era stata messa in evidenza da alcuni consiglieri di minoranza.
Nel frattempo scade anche il termine ultimo previsto dalla legge per l’adozione definitiva del piano (settembre 2005) e finalmente la commissione urbanistica comincia a esaminare le varie osservazioni presentate. Tale esame si conclude con la seduta del 12 dicembre 2005, ore 12,30, in cui si tra l’altro si dichiara che, in merito alle 20 osservazioni da me presentate insieme con altri, “occorreva una più approfondita ed accurata istruttoria da parte del gruppo di lavoro del P.R.G.” Uno spiraglio di autocritica? Una disponibilità a discutere nell’interesse generale? Niente di tutto questo, sono solo le 12,30 del 12 dicembre e da circa un’ora sono state presentate le dimissioni del Sindaco facente funzione. Il pericolo è scongiurato, si potrà andare ancora una volta alle elezioni senza piano, senza regole, fidando sulla collaudata esperienza di nulla dire e tutto promettere.
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